Lo sviluppo sostenibile è quello che soddisfa le necessità delle attuali generazioni senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare le proprie”(Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo dell'ONU, 1987)
. Il tema centrale per il nostro presente e futuro è infatti come riuscire a vivere su questo nostro pianeta con un numero di esseri umani che ha già superato i 6 miliardi senza distruggere i sistemi naturali da cui traiamo le risorse per vivere, in maniera dignitosa ed equa per tutti, senza oltrepassare la loro capacità di supportare gli scarti ed i rifiuti dovuti alle nostre attività produttive.
Nemmeno il mondo dell’arte è estraneo alla sostenibilità ambientale. Si comincia a parlare di Land Art tra gli anni ’60 e ’70 negli Stati Uniti, come un movimento di rottura con un'arte commerciale e legata agli spazi chiusi. Nasce il bisogno per l’artista di liberarsi da questi vincoli e trovare nuove possibilità di intervento in spazi aperti e naturali. Durante il corso degli anni si sono sviluppati diversi filoni, anche molto diversi tra loro come modalità e impatto.Il nuovo corso naturalistico della Land Art è nato in Svizzera a Grindelwald, dove si tiene il Landart Festival, forse la più importante manifestazione al mondo che celebra l’arte sostenibile, a cui partecipano artisti provenienti da tutto il mondo, dall’Europa al Canada alla Corea del Sud.
Anche l’Italia ha le sue manifestazioni per celebrare l’arte sostenibile: a Pordenone, per esempio, si tiene la Humus Park, un’iniziativa che coinvolge artisti nazionali ed internazionali, realizzando opere rimaste visibili al pubblico tutta l’estate. Ma anche in Trentino si celebra la Land Art con Arte Sella, una manifestazione nata nel 1986 e che si svolge all’aperto nei prati, nei boschi della Val di Sella (provincia di Trento): le opere sono solitamente tridimensionali, in quanto ottenute con foglie, rami, tronchi o sassi. Chiusa la manifestazione, le creature sono abbandonate al degrado e la natura può riprendere il suo ciclo vitale. Anche se non si può parlare di Land Art, mi piace segnalare il Milano Green Festival, una iniziativa il cui leit motiv è arte e sostenibilità ambientale tutto l’anno. Ciò che più affascina della Land Art è che l’artista prende in prestito ciò che la natura gli offre per poi restituirglielo. Un’arte, dunque, che coniuga intervento estetico e creatività con il massimo rispetto della natura.Il concetto di sostenibilità ultimamente si sta profilando come un vero e proprio mantra sociale e culturale e anche il sistema dell’arte contemporanea non è rimasto indifferente all’urgenza di agire in difesa del Pianeta.
L’anno scorso a Roma, al Complesso del Vittoriano, l’artista Fabio Ferrone Viola ha fatto notizia in questo senso con la sua personale Crush, termine che descrive la tecnica principale per la creazione delle sue opere, cioè lo schiacciamento, applicato in particolare alle lattine, ma anche a bottoni e ad altri materiali di scarto. Il catalogo dell'opera è diventato un Manifesto Globale. Siamo nell’ambito della Pop Art e la connessione a uno dei maestri che contribuì a crearla, Andy Warhol, è chiara: se il fondatore della Factory rappresentava nelle sue opere la società moderna, Ferrone racconta la globalizzazione e invece che raffigurare i simboli del consumismo, rappresenta il consumismo stesso.Oltre alla questione sociale e politica, Ferrone Viola si concentra sulla problematica ecologica impellente: Crush nasce infatti dall’insofferenza dell’artista nel trovare rifiuti sparsi ovunque e dal desiderio istintivo di schiacciarli, riducendone il volume e rilavorandoli per dare loro una nuova vita. Anche in questo Andy Wharol continua a essere un importante punto di riferimento: del resto il creatore delle icone, diventato un’icona lui stesso, ha sempre creduto «che avere la Terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare».
Un altro artista italiano che ha creato un'opera del tutto riciclabile è Stefano Cagol. Nel 2013, quando le Maldive hanno presentato per la prima volta il loro padiglione alla Biennale di Venezia, gli artisti coinvolti sono stati chiamati a lavorare sui cambiamenti climatici: secondo le previsioni infatti, a causa dell’innalzamento della temperatura media mondiale, l’arcipelago verrà sommerso.Cagol ha deciso per un’opera che fosse di impatto e che non contribuisse a generare nuovo inquinamento: The Ice Monolith, un blocco di ghiaccio di 1.400 kg. Lo ha posizionato a Riva Ca’ di Dio, per far sì che i moltissimi turisti di passaggio potessero vedere lo scioglimento progressivo dell’opera, che è avvenuto in 3 giorni. La scelta di rappresentare il meccanismo così semplice alla base della futura scomparsa dell’atollo delle Maldive - lo scioglimento dei ghiacci - era anche un monito per la città che ospita la Biennale, Venezia, che se nulla dovesse cambiare probabilmente non avrà un destino tanto diverso da quello delle isole a sud dell'India.
Anche Ai Weiwei, considerato il più importante artista del mondo, nel suo film Human Flow parla del clima e di come i cambiamenti in atto stiano trasformando tragicamente il nostro Pianeta. E come lui Romuald Hazoumé, artista del Benin, che crea opere d’arte a partire da materiali di scarto, facendo del suo lavoro una denuncia politica e sociale. L'obiettivo di Hazoumé, in particolare, è restituire all’Occidente solo ciò che gli appartiene: i rifiuti di una società di consumo che invade l’Africa ogni giorno.Ciò che colpisce nelle sue creazioni è l’eleganza di queste opere composte con bidoni di benzina da 50 litri o con recipienti di detergente abbandonati. Particolarmente significative le maschere, che rappresentano nell’immaginario occidentale uno dei simboli dell’Africa tribale e che l’artista crea con materiali inquinanti importati dall’Occidente, a simboleggiare la doppia azione del colonialismo: la creazione di un’immagine stereotipata di un intero continente e l’esportazione dell’inquinamento e della povertà.
“I processi educativi devono partire dalla consapevolezza che oggetto dell’apprendimento, che sia l’ambiente o la sostenibilità, è complesso. In tal senso è necessario educare ad un pensiero complesso, capace di mettere in relazione i fatti per comporre la realtà e di riconoscere diverse soluzioni. Un pensiero che sia allenato alla lettura delle proprietà emergenti dei sistemi, piuttosto che alla riduzione di questi alla somma di componenti più semplici”( Linee Guida Educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile 2014 - Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca).Lo studio dell’ambiente è un sapere fondamentale per preparare gli alunni a costruire un futuro green e a vivere in una società sostenibile. L’ambiente ispira l’arte, l’arte dà forma all’ambiente che la circonda. La valorizzazione di questa relazione diventa decisiva per la salvaguardia di una civiltà e il benessere comune. Nell’ambito delle attività formative, la familiarità con immagini di qualità ed opere d’arte sensibilizza e potenzia nell’alunno le capacità creative, estetiche ed espressive, rafforza la preparazione culturale e contribuisce ad educarlo a una cittadinanza attiva e responsabile. In questo modo l’alunno viene educato alla salvaguardia come alla conservazione del patrimonio artistico ed ambientale, a partire dal territorio di appartenenza. Questo consentirà all’alunno di riconoscere ed apprezzare gli aspetti caratteristici del patrimonio ambientale sensibilizzandolo ai problemi legati alla sua tutela e conservazione.
Angelina Sessa Laurea in Lettere classiche. Abilitazione all’insegnamento di Lettere, Latino e Greco e di Filosofia e Storia. Docente di Lettere, Latino e Greco presso il Liceo Classico “G.B.Vico” di Nocera Inferiore ( SA), Funzione Strumentale, Area P.T.O.F. e Sostegno al lavoro dei Docenti - Componente NIV per il RAV.- Componente Team per l’innovazione digitale.- Responsabile procedure relative ai processi di Valutazione ed Autovalutazione di Istituto. Nomina USR Campania Osservatore Esterno dello svolgimento delle prove di Apprendimento nell’ambito delle rilevazioni INVALSI - 2° Collaboratore del Dirigente Scolastico. Responsabile Cultura dell'Associazione Centro Studi di Ricerche Economiche e Sociali Mondi Sostenibili, di cui è Socia Fondatrice, con sede legale in Pellezzano ( SA), Via M. L. King, 25. Dal 1993 partecipa a concorsi di poesia di livello nazionale ed internazionale con risultati lusinghieri. A maggio 2007 ha pubblicato “Eidola”, una silloge di poesie per i tipi della Casa Editrice “Il Filo” di Roma. A dicembre 2010 ha pubblicato il vol